Bræinstein a Venezia: un po’ di foto
Come recita il comunicato stampa… «il gruppo Treehouse torna a far danni. Questa volta nella splendida cornice di Venezia, dove porteremo il nostro gioco Bræinstein al festival veneto I mondi di Galileo, il 26 e il 27 settembre. Vi ricordano qualcosa il tabellone da 25 metri quadrati e le 400 domande su scienza, arte, letteratura, storia e filosofia del secolo di Albert Einstein?».
Ecsite: terza e ultima giornata

Di mattina, si cominciano ad apparecchiare i tavoli per il pranzo, galeotto per incontri e chiacchiere.
Non sono le conferenze, le tavole rotonde, i gruppi di discussione e i laboratori hands-on. L’ingrediente in più, quello che fa il sapore di Ecsite, è la possibilità di chiacchierare amichevolmente, da pari a pari, con chiunque ti capiti nella sedia accanto o incroci camminando per i cortili tra gli edifici del museo Leonardo da Vinci. Davvero, le gerarchie si appiattiscono: certo, magari quelle due-tre superstar sono sempre circondate da assembramenti così fitti da scoraggiare noi matricole, ma fuori dalle dinamiche del culto della celebrità c’è una piacevolissima rilassatezza. Il momento sociale per eccellenza è il pranzo (ottimo e ricco il catering – giuro, non lo diciamo solo perché era organizzato da un amico di un amico
): tavoli grandi abbastanza da render difficile che un gruppo di colleghi possa occuparne uno per intero. Così, tocca sedersi vicino a persone che non si conoscono. Noi poi saremmo timidini, ma tipicamente i compagni di tavolo hanno più esperienza, conoscono già le regole del gioco e ti chiedono: «Da dove vieni? Che combini di bello?», e inizia la chiacchiera.
Così ci è capitato di scambiare qualche pensiero con personaggi interessanti: Kati Tyystjärvi, per esempio, da più di vent’anni all’Heureka, il science centre finlandese, e ora senior coordinator della loro comunicazione via web. O come Alejandra León Castellá, directora ejecutiva alla Fondazione Cientec, una piccola ma agguerrita Ong del Costa Rica che gestisce un sito web diventato punto di riferimento per gli studenti – non solo costaricani – soprattutto quando devono presentare un progetto per le science fairs (che sono diffuse nei sistemi scolastici latinoamericani, e addirittura obbligatorie, per programma, in Costa Rica: qui in Italia c’è qualche progetto che funziona molto bene – per esempio, Sperimentando a Padova – ma, ci pare, niente di sistematico). Ancora meglio, a Cientec hanno messo la scienza sulle scatole dei cereali! Una grande ditta locale di cereali per colazione ospita – e paga per – i loro contenuti divulgativi, che finiscono dritti dritti sulle tavole mattutine di una buona parte del mondo ispanofono. Geniale!
Poi ovviamente Ecsite è un’occasione per promuoversi – oltre agli stand e ai volantini sparsi per ogni dove, ci sono state un paio di iniziative più fantasiose – come quella del Muse, il grande museo che aprirà presto a Trento, che in scatolette di cartone perfettamente cubiche regalava la delizia regionale – mele – un po’ strizzando l’occhio alle leggende newtoniane, un po’ portando avanti la propria politica di museo ben radicato sul territorio. E non poteva mancare l’eccentrico di turno, che appena fuori dall’edificio spacciava cartoline per far sapere al mondo dell’«Origine cosmica della specie». Infatti, «nel lontano passato una o più civiltà cosmiche hanno visitato il nostro pianeta lasciando dei segni del loro passaggio [...] con i nuovi strumenti di telerilevamento satellitare questi segni “intelligenti” ora sono stati scoperti. Università, Enti, Istituti di Ricerca e chiunque sia seriamente interessato a questa scoperta, nell’ambito di proficui scambi culturali, può contattare l’Autore», ovvero il Centro Ricerche Multidisciplinari.
Data voce a questo appello, come era doveroso, raccontiamoci di cosa si è parlato in quest’ultima giornata, nelle sale del Leonardo da Vinci…
Ecsite 2009: seconda giornata
Ufficialmente, avrete visto, questa edizione di Ecsite ha titolo R/Evolutions: può sembrare un po’ modaiolo e furbo, ma in realtà è un bel modo di annodare i due grandi anniversari del 2009, Darwin (evoluzioni) e Galileo (rivoluzioni, della terra attorno al suo asse e al sole)(quindi, è davvero modaiolo e furbo!).
Nell’interrato dell’enorme edificio del Leonardo da Vinci dedicato alle macchine dell’aria e dell’acqua – navi, aeroplani e via dicendo – c’è una casbah di espositori: aziende che costruiscono exhibit hands-on, progettano mostre, fanno multimedia per planetari (mica solo stelline e nebulose, ma filmoni sulla ricerca della vita o sulle collisioni galattiche e altre catastrofi cosmiche). Ci fermano, ci parlano dei loro prodotti, ma – sarà una nostra paranoia – quando ammettiamo di essere nati e lavorare in Italia perdono un po’ interesse. Sarà perché gli affari qui da noi, tra musei e science-centers, non vanno benissimo? O perché sanno che qui in Italia è difficile che persone della nostra età possano avere chissà che potere decisionale?
Andiamo avanti con un po’ di cronaca. La prima conferenza che abbiamo visto s’è intitolata Digital Technologies: Do They Enhance Learning in Science Centres?, e il titolo (come accade non di rado) era però un po’ fuorviante: ci si occupava solo di una particolare tecnologia digitale, l’Augmented Reality, e a un particolare progetto che si chiama ExploAR (dove AR sta, appunto, per Augmented Reality). C’è comunque un sacco da raccontare.
Ecsite 2009: prima giornata
Parte oggi, per durare tre giorni fino a sabato, la conferenza annuale dell’Ecsite (European Network of Science Centres and Museum: e voi direte, ma allora dovrebbe essere Enscm! Pignoli. In ogni caso, “Ecsite” si pronuncia come “excite” suona molto meglio, e questo ci basta).
Quest’anno la conferenza si fa a Milano, nelle bellissime proprietà del museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci, e noi ci siamo.
Brevi appunti dalla prima giornata. Che è successo? Si è partiti con le solite cose istituzionali, Formigoni, Gelmini, cose che non è che devi davvero ascoltare: nel frattempo ti leggi il programma e pianifichi la giornata. Ci sono rimasti impressi Luigi Berlinguer citare Frank Oppenheimer («Spiegare la scienza e la tecnologia senza il sostegno di fatti concreti può assomigliare al tentativo di raccontare a qualcuno cosa sia il nuotare senza metterlo mai vicino all’acqua») e Giulio Giorello ricordare “my very good friend” Paul Feyerabend. Hai capito? Messaggio per i nostri buoni amici: ognuno ha gli amici che si merita
Cosa abbiamo visto, poi? Per saperne di più, continuate a leggere.
On the road again: Scartacarbone a Lecce!

Scartacarbone al Festival dell’Energia di Lecce
Scartacarbone è il nuovo gioco di piazza didattico di Treehouse, in prima nazionale
al Festival dell’Energia, in piazza Duomo a Lecce da giovedì 14 a domenica 17 maggio.
Due enormi mazzi di carte e un tavolo da gioco di ottanta metri quadri. Vieni e gioca la tua partita a Scartacarbone, un burraco rivisitato in salsa energetica.
Un giro di carte per giocare con l’energia e orientarsi fra nucleare e solare, acqua e vento,metano e carbone. Per ogni seme una risorsa, per ogni carta un elemento della rete elettrica. Mischia il mazzo, scegli una strategia e cala le tue carte migliori. Ma attenzione acosa scarti! Costruisci una rete elettrica completa, dalle risorse alla centrale e dalla produzione al cittadino, passando per trasformatori, tralicci, centraline ed elettrodomestici.
Bræinstein a Roma: il video!
Ecco il video della nostra vacanza romana. Cos’è Bræinstein? È un gigantesco gioco a squadre dall’allestimento immersivo, un vero e proprio spettacolo! Be’, il video qui sotto ne dovrebbe dare un’idea, ma ne parleremo ancora
Qui siamo al Foyer Sinopoli, all’auditorium Parco della Musica a Roma, per il Festival delle Scienze. Buona visione!

